Newsletter del Laboratorio cantonale

“Trenta mieli ticinesi, svizzeri ed esteri sono stati analizzati per verificare la conformità ai criteri di riscaldamento quali l’attività enzimatica attraverso la misura dell’indice diastatico e l’idrossimetilfurfurale (HMF). Sono stati inoltre definiti i profilo degli zuccheri: glucosio, fruttosio, saccarosio, erlosio, isomaltosio, 1-chetosio, maltosio, melecitosio, palatinosio, raffinosio, trealosio e turanosio. Sono stati inoltre ricercati residui di streptomicina.
Tutti i mieli esaminati hanno soddisfatto i requisiti di legge per composizione e designazione, e sono risultati esenti da residui di streptomicina. Un miele di produzione estera con parziale origine tropicale ha esibito un tenore d’idrossimetilfurfurale (HMF) tra 40 e 80 mg/kg. Vista la sua provenienza, tale presenza non è stata considerata sintomo di un trattamento termico diretto e inadeguato del miele. Dal paragone dei livelli medi di HMF rilevati nei prodotti ticinesi e svizzeri (5.1 mg/kg) e in quelli esteri (17.7 mg/kg), emerge chiaramente ancora una volta la tendenza di questi ultimi a esibire valori significativamente superiori, e quindi in generale essere più esposti agli effetti del calore”.

 

La comunicazione nella sua versione estesa la trovate in questo documento  .

Vi segnaliamo altresì, che un articolo di approfondimento sulla campagna ticinese di analisi del miele 2019, redatto dallo stesso Laboratorio Cantonale, apparirà nel prossimo numero dell’Ape.

Buona lettura!

Un cordiale saluto.

Davide Conconi