John Bryden et al, Chronic sublethal stress causes bee colony failure, Ecology Letters, December 2013, pp. 1463-1469.

Il fenomeno del collasso delle colonie di api è ben documentato, ma, come noto, nessun fattore specifico è stato identificato come causa di queste morie. I medesimi fattori, in effetti, non sempre hanno il medesimo effetto: in particolare, certi patogeni e parassiti sono trovati sia nelle colonie morte che in quelle sopravvssute, e i pesticidi sono assorbiti dalle api in dosi sub-letali e non possono dunque spiegarne la morte.

I ricecatori applicano un modello matematico dello stress causato a ciascuna ape da dosi sub-letali di pesticida per esaminare come ciò possa impedire il buon funzionamento della colonia. Il risultato è che a seconda della densità delle api contaminate possono risultare diverse dinamiche della popolazione: alcune colonie collassano, altre invece prosperano.

Il meccanismo postulato dal modello è descritto come segue. Le colonie di api hanno un numero sovrabbondante di individui, così che la perdita di un numero anche significativo di api (per esempio, in seguito ad un avvelenamento acuto da pesticidi) non impedisce alla colonia di sopravvivere. Tuttavia, se un numero elevato di api è colpito da pesticidi senza morire ma senza essere più capaci di contribuire alle normali attività della famiglia, impongono un peso alla colonia che, alla lunga, può impedirle di funzionare. È accertato, in particolare, che i pesticidi inducono cambiamenti nel comportamento che producono effetti cumulativi sul rapporto tra nuove nascite e tasso di mortalità, oltre ad alterare il rapporto tra operaie e femmine fertili e incrementare i tassi di incidenza delle malattie. È l'incidenza sui tassi di natalità e di mortalità a determinare la dinamica incerta uno dei cui esiti può essere il collasso della colonia

I ricercatori hanno comparato il risultato del modello con delle colonie di Bombus terrestris nutriti con dosi subletali di pesticidi neonicotinoidi. Il risultato osservato combacia con quello del modello, che può quindi contribuire a spiegare  il collasso delle colonie.

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In un articolo di recensione, Le Monde conclude che le conclusioni dei ricercatori britannici confermano che i test effettuati dai produttori di pesticidi sono totalmente inadeguati a garantire l'innocuità per le api. Questi test, infatti, sono basati sul dosaggio letale (LD50: a quale dose muore metà dei soggetti), ma ignorano completamente gli effetti più sottili delle dosi subletali (Pesticides : les mathématiques au secours des abeilles, Le Monde.fr | 07.11.2013)

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