Ora che siamo riusciti ad attirare insetti impollinatori nel nostro giardino, cerchiamo di non ammazzarli! Molti degli 'aiuti chimici' per il giardino sono infatti estremamente tossici per tutti gli insetti, non solo quelli nocivi; il loro effetto si somma a quello dei pesticidi, diserbanti e anticrittogamici impiegati in agricoltura. Le api, in particolare, sono molto sensibili ai pesticidi (anche alcuni di quelli indicati come relativamente innocui): anche se gli insetti non muoiono subito, i veleni sono portati nel nido col polline o col nettare, dove si accumulano in attesa di servire da nutrimento per le larve.

È dunque importante cercare di minimizzare l'impatto dei pesticidi sugli insetti. In questa pagina suggeriamo qualche riflessione e diamo qualche consiglio pratico.


È proprio necessario usare insetticidi?

Prima di usare insetticidi è bene chiedersi se sia veramente necessario. È del tutto naturale che in un giardino vi siano dei parassiti: solitamente le conseguenze di un attacco di parassiti non sono mortali per la pianta (viceversa sia la pianta inquestione che i parassiti si sarebbero già estinti da tempo!). E i parassiti a loro volta hanno dei predatori che il più delle volte mantengono la popolazione in equilibrio. Quindi una attività moderata dei parassiti può essere tollerata senza danni eccessivi: piuttosto che eliminarli con mezzi chimici, che danneggerebbero anche i predatori dei parassiti oltre che gli insetti impollinatori, ponendo così le basi per un ritorno dei parassiti in tempi brevi. A lungo termine, è meglio cercare di mantenere quanta più diversità possibile in giardino: tanto maggiore è la varietà di piante, tanto più numerosi saranno gli insetti, inclusi i predatori. 

Sei parassiti sono pochi, possiamo facilmente toglierli a mano (proteggendosi con guanti da giardinaggio).

È poi anche utile chiedersi se quelle creature a 6 o 8 zampe che si aggirano nel giardino siano effettivamente pericolose. Gran parte degli insetti, infatti, non sono nocivi ma svolge compiti di qualche utilità generale. La maggior parte di loro (molte formiche, per esempio) sono demolitori di sostanze vegetali in decomposizione o sono gli spazzini che eliminano altri invertebrati o piccoli mammiferi morti, e non ha dunque alcun senso sterminarli.

Infine, va ricordato che i veleni che spargiamo nel nostro giardino tendono a persistere nell'ambiente, magari accumulandosi sulle verdure dell'orto o depositandosi sull'erba e sui rami che in seguito taglieremo e sposteremo, con il rischio di venirne i contatto.


Se proprio dobbiamo usare insetticidi …

Vi sono alcune precauzione che possiamo prendere per minimizzare l'impatto dei pesticidi sugli insetti impollinatori, se proprio riteniamo di non poter fare a meno dei veleni:
  • Leggere attentamente le etichette dei pesticidi, spesso hanno indicazioni riguardo alle api. Seguire scrupolosamente tutte le istruzioni.
  • In particolare, seguire attentamente le istruzioni di dosaggio: è perfettamente inutile spargere dosi più massicce di quanto indicato, l'efficacia del prodotto non aumenta.
  • Scegliere insetticidi che degradano molto rapidamente (per esempio quelli a base di piretro, una sostanza naturale che uccide gli insetti a contatto e perde efficacia in poche ore), e scegliere quelli meno tossici per gli insetti utili (alcuni insetticidi dichiarano di essere innocui per le api, anche se non è certo che siano innocui per le larve delle api)
  • Non spruzzare in vicinanza dei fiori, e tanto meno spruzzare direttamente i fiori.
  • Applicare solo in tarda serata, quando la maggior parte degli insetti impollinatori diurni (in particolare le api) cessa la propria attività e prima che inizino gli impollinatori notturni (le falene). Per essere pratici: non applicare pesticidi se si vedono farfalle, api o bombi in movimento.
  • Non applicare quando c'è vento: la maggior parte del vostro veleno andrebbe fuori bersaglio.

 


È proprio necessario usare diserbanti?

I diserbanti sono nocivi a diversi animali. Sono dilavati dalla pioggia, e finiscono inevitabilmente per confluire dove non dovrebbero, in particolare nelle falde acquifere o di superficie. Gli anfibi ne soffrono in modo particolare, ma anche gli insetti che si posano sulle erbe appena spuzzate. I diserbanti tipicamente rimangono nell'ambiente per anni; se ne trovano spesso tra i veleni che si accumulano nel polline che le api portano nel nido come cibo per le larve.


Alternative ai diserbanti

 Diversi metodi sono efficiaci contro le malerbe, a seconda della situazione. 

  • Alcune erbe sono facili da strappare a mano
  • Il calore è molto efficace nell'uccidere i vegetali: si può ricorrere alla fiamma a gas, oppure usare dell'acqua molto calda (si può, per esempio, riciclare a questo scopo l'acqua della pasta)
  • La parte aerea della pianta può essere fatta seccare con dell'aceto. La radice, però, generalmente sopravvive, e la pianta rispunterà.
  • Nell'orto è molto efficace la pacciamatura, che consiste nel ricoprire il terreno con sostanza organica (per esempio, l'erba degli sfalci del prato, se senza semi) o con un telo. Con il doppio vantaggio di togliere luce alle malerbe, e di tenere umido il terreno, permettendo di ridurre l'irrigazione.
  • Il sale uccide le piante (ma attenzione: corrode il cemento)

Anticrittogamici


Anche gli anticrittogamici (prodotti contro le infezioni fungine) sono pericolosi per le api. Spesso sono spruzzati sui fiori dove le api vanno a bottinare, e inevitabilmente sono riportati nel nido, dove intergiscono con i funghi che naturalmente vivono nelle arnie e contribuiscono alla conservazione del polline (v. l'articolo Alta tossicità per le larve di ape mellifera di quattro dei più comuni pesticidi).
Per il benessere delle api occorre dunque ridurre al minimo l'uso di anticrittogamici





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